Il contributo “Skin to Skin in corso di pandemia Covid” della Neonatologia del GOM al Congresso Nazionale di Pediatria

Il contributo “Skin to Skin in corso di pandemia Covid” della Neonatologia del GOM al Congresso Nazionale di Pediatria

07 Giugno 2021


La Neonatologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria è stata presente al Congresso Nazionale di Pediatria, che si è svolto a Roma  dal 25 al 28 maggio 2021, con un tema di grande attualità: “Skin to Skin in corso di pandemia Covid”.

La dott-ssa Isabella Mondello, Direttore ff dell’UOC Neonatologia-TIN-Nido del G.O.M., in qualità di componente della Commissione Nazionale Allattamento della Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha illustrato l’importanza dello skin-to-skin quale fattore promovente l’allattamento al seno e le difficoltà  riscontrate alla sua realizzazione in corso di pandemia Covid. Mettere i neonati a contatto “pelle a pelle” (skin-to-skin) costituisce il quarto dei dieci passi Unicef  promossi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno nel contesto dell’iniziativa “Ospedale Amico del Bambino”, cui il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria ha aderito.

La pandemia Sars Cov-2 ha portato gli ospedali a rivedere in modo capillare i propri percorsi assistenziali e le pratiche cliniche, spesso in assenza di una solida evidence di riferimento. In merito al contatto pelle a pelle, le prime segnalazioni della letteratura cinese (dove la pandemia ha avuto inizio) e l’Accademia Americana di Pediatria (nella sua posizione iniziale) hanno proposto degli atteggiamenti  prudenziali che ne controindicavano la pratica ormai acquisita in sala parto, rooming-in e Terapia Intensiva Neonatale. Per fortuna la Società Italiana di Neonatologia, già all’inizio della pandemia, ha emesso delle indicazioni ad interim con la Società Europea di Neonatologia e Perinatologia (UENPS) a sostegno del contatto pelle a pelle quale fattore promovente l’allattamento materno. Le società scientifiche, avendo ben identificato le modalità di contagio del virus, hanno infatti emesso delle sicure raccomandazioni finalizzate alla sua prevenzione che i centri nascita, le neonatologie e le terapie intensive neonatali hanno l’obbligo di mettere in pratica al fine di tutelare la diade madre-bambino e l’allattamento materno.

La trasmissione del virus può avvenire per via orizzontale con le goccioline respiratorie (Droplet) o per contatto diretto. L’utilizzo della mascherina, l’accurato lavaggio delle mani e delle superfici costituiscono le principali raccomandazioni da mettere in atto a favore della promozione del contatto pelle a pelle. Le stesse società scientifiche sottolineano inoltre i vantaggi del latte materno anche nelle donne covid positive. Le note proprietà immunologiche del latte materno, associate alla presenza di IgA ad azione neutralizzante dirette contro il Receptor Binding Domain (RBD) del coronavirus ed all’assenza di replicazione dell’RNA virale nel latte di  donne covid positive, fanno propendere per l’utilizzo del  latte materno.

La dott.ssa Mondello sottolinea i benefici del latte materno e la necessità del suo utilizzo anche nei bambini nati da donne Covid positive. Le donne asintomatiche possono fare il contatto pelle a pelle con i loro bambini ed attaccarli direttamente al seno previo accurato lavaggio delle mani ed uso di mascherina. Le donne sintomatiche, che  non possono prendersi cura dei loro bambini, tireranno il latte manualmente o con il tiralatte e gli operatori sanitari lo somministreranno ai loro bambini senza necessità di pastorizzarlo, cosi come suggerito recentemente da tutte le società scientifiche Nazionali ed Intenazionali. L’UOC di Neonatologia-TIN-Nido del GOM, nonostante le limitazioni legate alla pandemia, continua a promuovere, nel rispetto delle norme anticovid, il contatto pelle a pelle  in sala parto,  al rooming-in ed in TIN quale fattore fondamentale nel sostenere l’allattamento al seno e migliorare la relazione della diade madre-bambino.