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Intervista al Commissario Straordinario del GOM, ing. Iole Fantozzi: "Le alte professionalitĂ  dell'Ospedale di Reggio oggi rappresentano il nostro punto di forza"

15 Maggio 2020


Fonte: Gazzetta del Sud

 
Fantozzi: ci siamo rimboccati le maniche e non dobbiamo dire grazie a nessuno
«L'edificio Covid-19 resterà attivo e sempre pronto a essere utilizzato in caso di necessità»

 

di Cristina Cortese:

Il padiglione e il piazzale Covid resteranno “patrimonio” del Grande Ospedale Metropolitano, anche dopo l'emergenza Coronavirus.

«Continueranno ad essere un presidio fondamentale anche in questa seconda fase nel caso in cui, ma speriamo proprio non sia così, dovessero presentarsi nuovi contagi. Fuori da questa emergenza - annuncia il commissario straordinario del Gom, Jole Fantozzi - la scelta è quella di destinare alla gestione delle epidemie in generale l'Edificio Covid, con i reparti di Malattie Infettive e Pneumologia sempre attivi, ed anche il Piazzale. Quest'ultimo, è stato prezioso per tutti gli operatori, in termini di formazione e di acquisizione della procedura complessa di vestizione dei dispositivi di sicurezza, nonché punto di snodo con la Microbiologia per fare arrivare i tamponi attraverso un percorso di massima sicurezza».

Aggiunge al riguardo, Fantozzi: «Un lavoro eccezionale è stato svolto dal primario Marco Conte e dalla sua squadra che, nella fase calda, sono riusciti, pur nella ristrettezza dell'organico (successivamente, c'è stato un aumento di unità), a garantire h24 risposte tempestive ed efficienti a un numero di alto di tamponi e situazioni e ciò ha permesso di accelerare i tempi della cura. Questi spostamenti si avviano ad essere definitivi - conferma il commissario - ferma restando ogni possibilità di ristrutturazione, potenziamento e ammodernamento di reparti con finanziamenti ad hoc».

Dunque, l'importante esperienza organizzativa del Gom non può andare dispersa per quel senso di realtà corroborato da riconoscimenti che da più parti sono ricaduti sull'ospedale reggino, ma anche per quell'approccio pratico e concreto che, da ingegnere qual è, il commissario Fantozzi non perde mai di vista. «Quando c'è da combattere, bisogna farlo seguendo tutte le strade, credendoci ed impegnandosi fino in fondo. È questo il grande insegnamento di questa situazione drammatica - ammette -. Tre mesi in cui il tempo non ha avuto misura, cercando di fare il meglio per la popolazione reggina e rassicurarla in un momento tremendamente complicato per il nostro Paese. Così, senza dire grazie a nessuno, ci siamo rimboccati le maniche, stimolando, in un lavoro di ricerca e di squadra, le alte professionalità dell'ospedale che oggi rappresentano il nostro orgoglio e il nostro punto di forza».

Così, la “ricerca” è stata uno dei momenti pulsanti dell'attività del Gom che si è cimentato in nuove funzionalità. «Si è collaborato e lavorato sinergicamente al nostro interno; ma anche con le Università “La Sapienza” e “Tor Vergata” di Roma, e di Philadelphia negli Stati Uniti. Un grazie per la dedizione e la competenza a medici, infermieri, Oss e amministrativi; a tutti coloro che, mettendo a rischio la propria vita e quella dei familiari - ricorda la Fantozzi -, non hanno esitato un solo istante a offrirsi quali volontari nella zona Covid. Uomini e donne delle Malattie Infettive (preziosa l'attività di studio del dott. Mangano); della Terapia Intensiva guidata da Sebastiano Macheda, direttore anche del Dipartimento di Emergenza ed Urgenza, che sono riusciti a fare uscire dal tunnel ben otto pazienti e ancora, per l'attività di ricerca molecolare, il primario dell'oncologia, Correale. Ma tutti, senza eccezioni, sono stati uniti da un senso di appartenenza che oggi è il tesoro più prezioso del Gom».

Un passo indietro. Eravamo solo all'inizio dell'emergenza quando un protocollo farmaceutico condiviso cominciava a dare buoni frutti nei diversi tempi della malattia. «In realtà, abbiamo dato priorità a due momenti fondamentali nella gestione dei pazienti di Malattie Infettive e Rianimazione: il movimento, con il supporto di fisioterapisti, e la nutrizione. Su quest'ultimo aspetto - rilancia Jole Fantozzi -, un gruppo interdisciplinare coordinato dal dr. Sebastiano Macheda, ha pubblicato sulla rivista “European Review for Medical and Pharmacological Sciences” un importante studio sulla gestione della terapia nutrizionale nei soggetti infetti dal Covid-19, spesso malnutriti o per difetto o per eccesso, condizione che influenza il decorso della malattia. Il lavoro ha visto la collaborazione con l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l'Università degli Studi Sapienza di Roma e i risultati hanno evidenziato come un corretto processo decisionale, basato sul reale stato di salute del paziente, possa condurre alla migliore scelta di nutrizione artificiale».

Dunque, un valore aggiunto alle altre terapie che ha contribuito all'esito positivo della maggior parte dei casi di Coronavirus, dimostrando la validità di protocolli all'avanguardia, ancorchè innovativi, che il Gom ha messo in atto. «Una novità importante - conclude la Fantozzi - riguarda l'organizzazione di un follow-up per continuare a monitorare i pazienti guariti, che verranno controllati ogni 15 giorni nel reparto di Malattie Infettive e sottoposti a tutti gli esami del caso. È fondamentale capire cosa succede dopo, ma anche riservare la necessaria attenzione e vicinanza a chi ha vissuto sulla propria pelle momenti drammatici».